Il simbolismo francese: Charles Baudelaire, di Roberto Taioli

LA PRESENZA DI ÈRATO

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La parola “simbolismo” entra nella letteratura solo a partire dal 1878 e designa le tendenze di un piccolo gruppo di poeti, ancora sconosciuti al grande pubblico, che riconosciamo come fondatori in un certo senso di quello che se non fu un movimento strutturato, fu senza dubbio un atteggiamento, un modo di sentire, di vedere, di percepire il reale. Parliamo di figure come Nerval, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Mallarmé. Cosi nel 1886 il giornale Le Figaro pubblica il manifesto del simbolismo scritto da Jean Moréas; i punti più rilevanti della nuova poetica che fece da sfondo in maniere diverse ai vari autori che ad essa si ispirarono furono la visione della poesia come rivelazione del mistero che avvolge la realtà, l’immagine del poeta come scopritore e cercatore dell’ignoto (veggente, dirà Rimbaud), libero come l’albatros di Baudelaire, il rinnovamento dell’espressione linguistica, per cui si passa dalla parola dal senso univoco, proprio del naturalismo…

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