Cinque poesie di Maria Luisa Spaziani

LA PRESENZA DI ÈRATO

Maria-Luisa-Spaziani

Maria Luisa Spaziani nasce a Torino nel 1924. Fonda, all’età di diciotto anni, una rivista di poesia e di critica, alla quale collaborano, fra gli altri, Eugenio Montale e Sandro Penna. La sua poesia muove da forme dell’ermetismo, per tendere alla ricerca del senso ultimo delle cose e dei sentimenti, in una sorta di meditazione solitaria, che giunge alla visione onirica. Tra le sue opere ricordiamo: Le acque del sabato (1954), Luna lombarda (1959), Utilità della memoria (1966), Ultrasuoni (1976), Geometria del disordine (1981), Torri di vedetta (1992), La luna è già alta (2006). Muore a Roma il 30 giugno 2014.

 

 

A UN LETTERATO

Del tumulto del sangue non t’è giunto
che un gracile lamento,
non ti bruci le dita accarezzando
sotto il fuoco dipinto.
Non fosti il pino che col vento ingaggia
la sua lotta d’amore,
ma il glicine cristiano che il pallore
all’altrui fusto appoggia.

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