Davide Zizza, La poetica felice di Hai Zi

Poetarum Silva

hai zi DEL VECCHIO
Nella grazia che illumina il mondo.
La poetica felice di Hai Zi

In poesia la parola è un seme che scende in profondità in quel terreno che è la nostra coscienza, si radica fino a far nascere qualcosa, un moto di commozione, un flash, uno stupore. È un fermo immagine sul momento che, al tempo stesso, apre finestre su luoghi che, prima, non si consideravano; una poesia apre all’inatteso. Ho, davanti a me, il libro di poesie di Hai Zi, pseudonimo di Zha Haisheng (1964-1989) – il poeta scelse per sé questo pseudonimo che in lingua mongola significa «lago» –, lo apro a caso e trovo a p. 87, nel gruppo di poesie dedicate alla madre, la quinta intitolata Linguaggio e pozzo:

Di per sé il linguaggio
sembra una madre
ha sempre da dire, a bordo fiume
tra le due sponde dell’esperienza
tra le due sponde dei fenomeni

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