La pace vera è disarmata. Lettera di Natalia Ginzburg in occasione dell’8 marzo 1984

Poetarum Silva

La giornata dell’otto marzo vorremmo passarla pensando a quello che a tutti sta a cuore sopra ogni cosa: vorremmo passarla cercando d’immaginare un mondo in cui finalmente scompaia l’incubo della guerra e cercando di costruire, dentro di noi, un futuro di pace.
È difficile, al momento attuale, pensare alla pace e parlarne, e quando parliamo di pace le nostre parole suonano astratte. È vero che non c’è la guerra, oggi, in Italia, ma c’è la guerra in tanti altri luoghi e a Comiso fra poco installeranno i missili. E d’altronde il solo fatto che ci sia la guerra in tanti luoghi, vicini e lontani, rende difficile pensare alla pace e menzionarla come qualcosa di generico, di reale e stabile e possibile. Tuttavia è questo che dovremmo cercare di fare: dovremmo ricostruire dentro di noi un futuro, anche se ci sentiamo oppressi dall’incubo della guerra e incapaci di ogni ricostruzione. Domina…

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