I Canti leopardiani: Alla luna

LA PRESENZA DI ÈRATO

Alla_luna,_manoscritto_leopardianoLa composizione di questo canto, cade come quella degli altri idilli, nel triennio 1819-1821. Leopardi contempla la luna da quello stesso colle su cui aveva meditato l’Infinito, ma con occhi così pieni di lacrime da intravedere la luce come attraverso le maglie di un velo che gliela fanno sembrare torbida, vacillante, nebbiosa, e tutto intorno a lui appare incerto. Ora il suo stato d’animo è assolutamente diverso, ora si sente tranquillo, sebbene ancora malinconico e infelice, anzi, perfino illuminato e investito da un raggio, sia pur pallido, di speranza.

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