I Canti leopardiani: L’infinito

LA PRESENZA DI ÈRATO

giacomo-leopardi

Una siepe, un uomo seduto e contemplante, un improvviso soffio di vento che giunge  e rapido si dilegua: ecco i semplici elementi di questa prodigiosa poesia. E’ dalla siepe che s’inizia e si svolge la serie dei profondi pensieri che si tramutano e si concretano in mirabili fantasmi poetici.  La linea precisa dell’orizzonte, che sembra veramente concludere e definire il campo della realtà, suscita in lui il sentimento e la coscienza del limite. Ma spezzata da quella siepe la continuità della linea, interrotta la curva di quel circolo estremo dove lo sguardo si arrende, la fantasia del poeta seduto e contemplante può levarsi e si leva ad una visione ideale infinitamente più vasta. Dietro quella siepe non sono già i campi coltivati e non i borghi e le ville echeggianti di risa festose o di gemiti dolorosi, e non il mare tempestoso.

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