Zingari, un’estate/ Gypsies, one summer by Erri De Luca

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Zingari, un’estate

 

Erri De Luca

 

Dalle baracche del Zigeuner Camp vedevamo gli ebrei

colonne incamminate diventare colonne verticali

di fumo dritto al cielo, erano lievi

andavano a gonfiare gli occhi e il naso

del loro Dio affacciato.

 

Noi non fummo leggeri.

La cenere dei corpi degli zingari

non riuscivano ad alzarsi al cielo di Alta Slesia.

In piena estate diventammo nebbia coralline.

Ci tratteneva in basso la musica suonata e stracantata

intorno ai fuochi degli accampamenti,

siepe di fisarmonica e di danze,

la musica inventata ogni sera del mondo

non ci lasciava andare.

 

Noi che suonammo senza uno spartito, fummo chiusi

dietro le righe a pentagramma del filo spinato.

Noi zingari di Europa, di cenere pesante

senza destinazione di oltre vita

da nessun Dio chiamati a sua testimonianza

estranei per istinto al sacrificio

bruciammo senza l’odore della santità

senza residui organici…

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