Lorenzo Pompeo: La poesia Leningrado dopo il 1956

Poetarum Silva

Josef Brodskij (la foto potrebbe essere sottoposta a copyright)

LA POESIA A LENINGRADO DOPO IL 1956

Nel 1956, anno del XX congresso del PCUS e della relazione “segreta” di Chruščëv sul culto della personalità di Stalin che aprì la stagione del disgelo, a Leningrado uno studente sedicenne, Josif Brodskij, smise di studiare, e cominciò a tirare a campare con diversi lavori: apprendista tornitore in una fabbrica, assistente presso un obitorio, fuochista e guardiano di un faro. Ebbe anche modo di partecipare a una spedizione geologica in Siberia e Jakuzia e di imparare perfettamente l’inglese e il polacco, lingue dalle quali aveva cominciato a tradurre. Aveva cominciato a scrivere versi e a leggerli in pubblico ed era entrato in contatto con gli ambienti dei letterati della sua città natale. Fu uno di essi, Evgenij Rejn, che nell’agosto del 1961 lo presentò ad Anna Achmatova nella sua dacia di Komarovo…

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