Tre poesie di Andrea Zanzotto, nota di Alfonso Berardinelli

LA PRESENZA DI ÈRATO

dc11144203597d054b3d38ee586a1201Andrea Zanzotto, Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011

Dagli autori che compongono la costellazione dei suoi esordi (Ungaretti, Eluard, Lorca) Andrea Zanzotto è risalito verso le origini, ponendosi al cospetto degli irresistibili numi della lirica europea: Petrarca, Leopardi, Hölderlin. Per poi tornare, con spericolatezza e perizia uniche nel nostro attuale panorama poetico, ad una sorta di atterrita e intenerita sismografia del presente. Caos e lacerazione del linguaggio sono il campo di ricerca dei suoi libri, almeno da IX Ecloghe in poi. Il presupposto di questa ricerca è in un’ottica che coglie la compresenza osmotica dei piani dell’esperienza, la circolarità simbolico-metafisica del reale, lo slittamento delle identità e delle unità di senso, la polverizzazione linguistica e ontologica. Immagini, temi, costruzioni retoriche esplodono ormai nelle mani del poeta, non si lasciano manovrare e dislocare. La scelta della sublimità lirica e poi della sismografia psicolinguistica, il collocarsi al…

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