Cinque inediti di Anna Maria Carpi

Poetarum Silva

964750_10200610338878269_1059129115_o foto di Dino Ignani

RILKE CHE SCRIVE lettere
a migliaia, a poeti
e a nobildonne primo ‘900,
e le sue oscure e splendide elegie
e i suoi inni ad Orfeo
il padre d’ogni canto, canto umano.
Ma ogni momento supplica
in prosa e in versi:
vi prego non mi amate,
è un inganno l’amore,
chi m’ama mi sfigura,
sta a me di amare,
a me questa violenza che mi salva.
“Lascia suonare, dice, ciò che in te fa strazio”
e cerca le parole e poi le trova
questo genio-fanciulla d’altri tempi
e nel suo strazio invoca un altro mondo
fra le braccia degli angeli,
e non solo per sé. Per tutti noi.
Invocare, e se fosse
questo la poesia?
Ci proviamo: con minimi
travasi di dolore e di speranza.

*
IL MARE,
qui sotto la casa: ascolta,
ha come mani e dita,
sembra scartino e incartino – che cosa?
un…

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